Sinonimo di Chiesa : incoerenza;
Il Papa : portavoce dell'incoerenza;
Il disgusto che nasce nei confronti delle parole di chi predica pace e amore e denuncia chi desidera amare.
Dopo anni di letture, confronti e dibattiti, ancora non mi è chiaro, anzi, non mi sono chiare, le argomentazioni "offerte" dalla Chiesa per giustificare il loro razzismo nei confronti di persone con ideali, religioni o tendenze diverse (parola assai impropria -a parer mio- per esprimere ciò che personalmente giudico concettualmente inesistente).
Con completa sfiducia nell'istituzione della Chiesa, mi permetto di affermare che essa è fonte di disparità , al contrario di ciò che la religione cristiana predica.
Essa è stata negli ultimi anni (soprattutto) motivo e fonte di discriminazioni in un contesto di per se già critico.
"Diritto alla vita e diritto alla libertà religiosa sono beni che devo essere considerati come indisponibili" (Cardinal Martini, messaggio per la pace 2007).
DIRITTO = complesso di norme legislative o consuetudinarie che disciplinano i rapporti sociali; interesse tutelato dalla legge mediante la garanzia di una diretta utilità sostanziale; potere, facoltà che deriva da una consuetudine o da una norma morale.
INDISPONIBILE = che non può' essere utilizzato, usato, occupato; che non è libero.
"TUTTI I CITTADINI HANNO PARI DIGNITA' SOCIALE E SONO UGUALI DAVANTI ALLA LEGGE, SENZA DISTINZIONI DI SESSO, RAZZA, LINGUA, RELIGIONE, OPINIONI POLITICHE, CONDIZIONI PERSONALI E SOCIALI" (Art. 3 della Costituzione Italiana).
Ancor più importante: "LA REPUBBLICA RICONOSCE E GARANTISCE I DIRITTI INVIOLABILI DELL'UOMO..."(Art. 2).
INVIOLABILE = che non si può o non si deve violare.
Nella Costituzione Italiana, altro non è espresso che un lungo elenco di diritti e doveri dei cittadini, non un lungo elenco di offese e pregiudizi!
Non c'è motivo, dunque di opporsi a qualcosa per la quale la maggior parte dei cittadini sono d'accordo, a qualcosa che è a sé stante, che non dovrebbe essere discussa da chi è a capo di un'istituzione che ha ben poco a che fare con lo Stato Italiano.
Ogni giorno che passa, la mia teoria che il Vaticano sia una perfetta organizzazione internazionale omofoba trova sempre più conferme.
Quale giustificazione ha un simile atteggiamento, se non quello di non voler riconoscere la realtà e fermarsi al passato?
Perché Benedetto XVI parla di famiglia soltanto se c'è un matrimonio cattolico alla base del rapporto tra uomo e donna? Ma Papa Ratzinger non si è accorto che il mondo di oggi, nel ventunesimo secolo, si è evoluto a tal punto che ci sono vari Paesi avanzati dove la famiglia è costituita da situazioni assai differenti, nei quali stanno insieme persone dello stesso sesso, unioni di fatto e matrimoni civili che hanno la stessa durata di quelli religiosi?
E' evidente, dunque, il contrasto di fondo che differenzia la visione di una Chiesa cattolica chiusa hai tempi del Concordato e uno Stato laico come quello rappresentato oggi dal capo dello Stato.
Il mondo è cambiato, i rapporti tra gli esseri umani sono diventati dovunque liberi e tali da spaziare in campo etero ed omosessuale, e non richiedere la sanzione di una religione nata in altri tempi e tale da richiedere una morale ferma al periodo preilluministico.
E' POSSIBILE CHE SI DEBBA VIVERE ANCORA IN UN PAESE NEL QUALE OGNI TRASGRESSIONE DELLE REGOLE FERREE DI ALTRI TEMPI DEBBANO IMPEDIRE AI PARLAMENTARI DI LEGIFERARE IN MANIERA DIFFORME?
Parliamo ogni giorno di globalizzazione e di comunicazione tra i Paesi che si sono liberati del passato, ma quando si tratta di famiglia sembra che tutto debba diventare retaggio di un passato nel quale il costume era altro e chi non osservava le regole veniva escluso, disconosciuto ed emarginalizzato?
e' possibile che solo l'Italia, tra i grandi Stati d'Occidente, debba restare ancorata alla dottrina cattolica in campo civile?
Che una legge contraria alla fecondazione assistita debba restare in un Paese così com'è, malgrado la sconfitta del centro-destra?
Che ci sia un Pontefice cristiano che ignora quel che avviene in Europa e propone un'interpretazione della Carta Costituzionale che neppure i partiti degli anni '40 si sentivano di sostenere di fronte ai cambiamenti che a poco a poco avvenivano nella società italiana?
E che ora, dopo cinquant'anni ci siano forze politiche di maggioranza e di opposizione che non abbiano il coraggio di metterla in discussione?
E' doveroso riconoscere che ci troviamo in una situazione paradossale nella quale la Chiesa cattolica cerca in ogni modo di fermare e bloccare i mutamenti della società, di dividerci dalla Spagna, dalla Francia, dalla Gran Bretagna e promuova in ogni modo, attraverso i mass media più conformisti e le forze politiche più arretrate una visione angusta della famiglia che esclude le unioni civili, per non parlare delle unioni omosessuali, nel timore che crolli un sistema arretrato e cristallizzato.
Un sistema che è alla base di un ordine più ottocentesco che novecentesco, fermo alla famiglia tradizionale, chiuso a tutte le situazioni diverse, nemico di ogni trasgressione anche quando ormai il panorama sociale mostra il diffondersi delle unioni di fatto come quelle omosessuali.
Mi viene in mente solo un insistente interrogativo: possibile che IL FATTO CHE SIA ROMA LA SEDE DELLA CHIESA CATTOLICA E CHE IL PAPA SIEDA IN VATICANO, IL NOSTRO CENTRO-SINISTRA SIA COSI' LONTANO DA UNA SIMILE POLITICA LAICA CHE CORRISPONDE IN PIENO ALLA STRATEGIA MODERNA DI UN'ALLEANZA RIFORMISTA ARRIVATA AL POTERE DOPO CINQUE ANNI DI DIFFICILE E DECISA OPPOSIZIONE?
venerdì 2 novembre 2007
I limiti della Chiesa
Pubblicato da Alessandra alle 21:08 0 commenti
domenica 28 ottobre 2007
Risultati Comune di ITRI
TOTALE VOTANTI: 601
Schede bianche 13 Schede nulle 8
Risultati Comune di ITRI
Elezione diretta del Segretario Regionale del Partito Democratico 14 ottobre 2007
Schede bianche 8 Schede nulle 9
Pubblicato da sgitri alle 13:53 0 commenti
Grande partecipazione alla nascita del Partito Democratico
Anche Itri sarà rappresentata nell’Assemblea Regionale
Le elezioni primarie del Partito Democratico tenutesi lo scorso 14 ottobre hanno confermato, ancora una volta, quanto i cittadini abbiano voglia di contare, scegliere e partecipare.
Lo straordinario risultato nazionale che ha visto esprimersi quasi 3 milioni e mezzo di persone non fa che sottolineare una necessità oramai acquisita, e cioè quella di ricorrere ai propri elettori, con le elezioni primarie, per selezionare una classe politica che possa essere percepita più vicina al cittadino e alle sue esigenze.
Anche qui a Itri 601 nostri concittadini si sono recati nel seggio allestito in via della Repubblica ad esprimere la propria preferenza per il Segretario nazionale e regionale del nuovo PD nonché per le relative assemblee costituenti. I risultati non si sono discostati di molto dal resto d’Italia assegnando al neoeletto Segretario nazionale del Partito Democratico, Walter Veltroni, un’ampia maggioranza (oltre l’80%). Stesso discorso per la segreteria regionale, il neoeletto Segretario, Nicola Zingaretti, ha fatto registrare una percentuale molto alta (l’85,7%).
Ottimo il risultato per i candidati alle assemblee del nostro Comune, due su tre infatti occuperanno un seggio nella prossima assemblea regionale, sono: Giovanna Saccoccio e Mario Noviello Tommasino, entrambi eletti in una lista che ha appoggiato Zingaretti-Veltroni.
Il nascente Partito Democratico di Itri augura buon lavoro a Giovanna, Mario e a tutti gli eletti, con l’auspicio che insieme si possa contribuire in modo serio e costruttivo alla realizzazione di un nuovo e grande Partito Democratico.
Pubblichiamo di seguito tutti i risultati del nostro Comune e i delegati alle assemblee costituenti, nazionale e regionale, per il nostro collegio elettorale (Lazio 2-Formia).
Pubblicato da sgitri alle 13:41 0 commenti
giovedì 25 ottobre 2007
GRAZIE PER AVER PARTECIPATO,PER AVER DECISO,PER AVER SCELTO.
Domenica 14 ottobre 2007 milioni di persone in tutta Italia hanno deciso di partecipare e aderire con il loro voto ad un processo di rinnovamento della politica Italiana attraverso le primarie del Partito Democratico.
Ebbene si,noi vogliamo creare un partito nuovo partendo dalle cose semplici e fondamentali come lo sono le primarie, affinché nasca un partito democratico che abbia come punto fondamentale un fortissimo radicamento sociale e territoriale. Noi siamo convinti,contrariamente a quanto si dice in giro, che con le idee e con le parole si possa cambiare,innovare e riformare, ma per fare ciò sono indispensabili,quanto elementi fondamentali, la partecipazione, l'interesse e la responsabilità delle persone.
Enrico Berlinguer diceva: ”Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora,ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l'operazione non può riuscire.“
Ebbene queste parole rilette oggi sono più che attuali, sembrano avere un carattere profetico ed è su queste parole che il nuovo Partito Democratico dovrà basarsi. Senza un grande consenso, senza una grande credibilità politica,senza la capacità di scelte forti,coraggiose e responsabili che richiederanno anche dei sacrifici,a volte necessari per riformare il sistema,il processo del nuovo partito democratico non potrà riuscire.
Il nuovo partito dovrà dare più spazio alla competenza e nello stesso tempo ricorrere all'esperienza,dovrà e ciò sta già accadendo, essere un modello di esempio per la riduzione del numero dei partiti in Italia e per i costi della politica e, inoltre, dovrà, come il Governo attuale ha già cominciato a fare, colpire i privilegi intollerabili che ogni giorno scopriamo numerosi.
Speriamo che il nuovo partito sappia prendere decisioni responsabilmente basandosi su un progetto politico comune che sia in grado di guardare al futuro,di costruire un futuro e coinvolgere realmente persone e movimenti politici, sociali e culturali indispensabili per la democrazia..
Le primarie sono per noi della Sinistra Giovanile di Itri solo l'inizio di un lungo ed esigente progetto politico che ,anche se difficile da realizzare, è un progetto vero che vogliamo riporti la fiducia delle persone nella politica Italiana.
Noi ce lo siamo promessi e ci proveremo attraverso il nostro candidato della Sinistra Giovanile eletto membro nell'assemblea costituente regionale del nuovo Partito Democratico.
Il programma del nostro candidato si è basato,durante la campagna elettorale del Pd riprendendo un solo problema fondamentale facilmente dimenticato dalla politica Italiana : la questione morale.
Secondo noi i partiti,riprendendo un bel discorso di Enrico Berlinguer,devono, come dice la nostra Costituzione,concorrere alla volontà politica della Nazione; e ciò possono e devono farlo non occupando sempre pezzi più larghi di Stato,sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione,organizzando e realizzando le aspirazioni del popolo,controllando democraticamente l'operato delle istituzione.
La questione morale come diceva Berlinguer e ripresa dal nostro candidato Mario, non si esaurisce nel fatto che,essendoci dei ladri,dei corrotti,dei concussori nelle sfere della politica e dell'amministrazione bisogna scovarli,bisogna denunciarli e metterli in galera. La questione morale,nell'Italia di oggi,fa tutt'uno con l'occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti,fa tutt'uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro che vanno semplicemente abbandonati e superati. Se si continua in questo modo,diceva Berlinguer,in Italia la democrazia rischia di restringersi e non di allargarsi e svilupparsi,rischia di soffocare in una palude e noi aggiungiamo che se senza un radicale cambiamento e una nuova concezione di politica che spetta al nuovo Partito democratico, la democrazia,quella vera,si restringerà sempre più.
Il candidato Mario Noviello Tommasino, sostenuto in questi giorni da tutti noi, si è fatto carico di un compito importante. Un compito che, seppur limitato in ambito regionale,noi crediamo debba servire come esempio anche in campo Nazionale e che auspichiamo porti avanti con efficacia,determinazione e tenacia.
Per questi motivi speriamo ,soprattutto in ambito locale,ad una maggiore partecipazione e ad un maggior interesse delle persone alla politica fatta di idee ,di parole e di fatti reali.
Siamo pertanto fiduciosi del fatto che,come la svolta di Salerno del 1944,il compromesso storico di Berlinguer del 1973,la nascita del Pds nel 1991 e in ultimo la fusione nei Ds nel 1998 quest'ennesimo processo di adattamento nel nostro partito alla continua evoluzione della politica all'aggiunta di nuovi valori della sinistra,non dimentichi quelli che sono alcuni dei valori fondanti della nostra tradizione tra i quali:l'equità sociale,il progresso e la democrazia.
Perché il progresso è solo progresso di pochi e non di tutti se non vi è equità sociale e non vi è equità sociale se non vi è democrazia.
Pubblicato da sgitri alle 14:03 0 commenti
sabato 13 ottobre 2007
DOMENICA 14 OTTOBRE VAI ANCHE TU A VOTARE PER LE PRIMARIE DEL PARTITO DEMOCRATICO
PROPOSTE DI DIALOGO PER L’ASSEMBLEA COSTITUENTE DEL PARTITO DEMOCRATICO
La strada per il rinnovamento del corroso scenario politico attuale, tale da riportare il dialogo sui temi di quella che Gramsci definiva “Grande Politica” deve iniziare proprio all’interno del partito. La sfida per il Partito Democratico nella sua fase costituente sarà dunque eliminare tutti quegli atteggiamenti che hanno generato nel corpo elettorale sfiducia verso la classe politica, che hanno tolto consenso ai partiti della sinistra, consensi che sono andati invece attualmente ad esprimersi nel “fenomeno Grillo”. Per questo scopo, il Partito Democratico dovrà basarsi su regole chiare e coraggiose, capaci di dare attuazione pratica ai principi di legalità, trasparenza e ricambio. Il nuovo soggetto politico dovrà cioè essere in grado di riproporre con forza la “questione morale”, che non rappresenta un concetto astratto o un tema retorico, ma è divenuta oramai una vera propria esigenza sia per gli iscritti, sia per i cittadini. Sarebbe ancora una volta un errore ignorare tali legittime istanze.
Noi auspichiamo un partito forte, radicato sul territorio, capace di dare spazio a tutte le diverse anime che lo compongono, così da offrire ai cittadini un valido progetto di governo, ma al tempo stesso un partito intransigente nel verificare il rispetto dei principi che si è posto alla base.
Un manifesto del PDS recitava: “abbiamo rinnovato noi stessi per rinnovare l’Italia”, questo deve essere lo spirito.
Misure atte a garantire trasparenza e legalità nel partito
Gli iscritti chiamati dal partito a ricoprire incarichi di direzione all’interno dell’amministrazione pubblica o del partito stesso hanno il dovere, più di ogni altro, di garantire una condotta esemplare sia dal punto di vista dell’etica, sia della trasparenza. Da qui ha origine, dunque, la necessità di adottare norme severe che vadano a sanzionare chi viene meno a tale principio utilizzando il proprio incarico per finalità lontane da quelle che perseguono il bene comune.
Bisogna assolutamente distinguere quelle che sono le responsabilità giuridiche da quelle che invece rimangono all’interno del buonsenso della politica. Le prime, infatti, sono sottoposte al vaglio della magistratura, le seconde devono essere regolate da apposite norme interne al partito
Si è colpevoli dinanzi alla giustizia quando si viene condannati in via definitiva con una sentenza passata in giudicato, ma si è “politicamente perseguibili” ogni qualvolta vi siano elementi concreti che testimonino disonestà o malafede.
La Sinistra Giovanile chiede, perciò, di inserire nel regolamento nazionale del nascente Partito Democratico le seguenti proposte:
Esclusione dalle liste elettorali di tutti gli iscritti che abbiano avuto rapporti diretti e continuati nel tempo, accertati da prove inequivocabili (per esempio da intercettazioni che abbiano aperto una procedura giudiziaria), con esponenti della malavita organizzata, qualora fossero stati a conoscenza, o avrebbero dovuto esserlo utilizzando la normale diligenza, dell’appartenenza di detti personaggi ad ambienti malavitosi. Deve essere chiaro che, soprattutto in un sistema a liste bloccate come il nostro, la responsabilità dell’onestà dei rappresentanti dei cittadini, ricade esclusivamente sugli organi dirigenti. Da qui la necessità di dotarsi di un regolamento che prevenga situazioni spiacevoli
L’automatico commissariamento di tutte le sezioni del Partito Democratico presenti in Comuni, amministrati dal centro-sinistra, sciolti per infiltrazioni mafiose o per corruzione. Sarà poi compito del commissario del partito valutare le posizioni e le eventuali responsabilità dei dirigenti locali ed il loro eventuale allontanamento
L’intervento da parte degli organi di partito competenti in tutte quelle sezioni locali dove si siano verificate gravi violazioni ai principi di legalità trasparenza. In particolare in quelle sezioni dove siano registrate pericolose contiguità con ambienti della malavita organizzata.
- Il rifiuto della tessera del partito, o sospensione, nel caso ne siano già in possesso, a tutti coloro che abbiano avuto condanne in primo o in secondo grado per reati di tipo mafioso, per corruzione, concussione o peculato, fino a quando non ne sia accertata l’innocenza con sentenza definitiva passata in giudicato. Rifiuto della tessera o radiazione dal partito, nel caso siano già iscritti, a tutti coloro che sono stati condannati in via definitiva per reati di tipo mafioso, per corruzione, concussione o peculato. In ogni caso deve essere comunque prevista la dimissione da tutti gli incarichi designati dal partito interni al partito stesso o nell’amministrazione pubblica.
Tali proposte sono vitali per dimostrare che chiunque abbia qualsiasi tipo di relazione con la mafia, o agisca contro gli interessi comuni, non può far parte del nostro partito o ricoprire ruoli di direzione politica e amministrativa.
Ci permettiamo infine di ricordare che dinanzi al fenomeno mafioso una formazione politica può decidere di intraprendere solamente due strade: quella della legalità, contrapponendosi duramente alle infiltrazioni malavitose, o quella della compiacenza e della connivenza.
Si può stare o dalla parte di chi la mafia la contrasta davvero, o dalla parte di coloro che vanno a braccetto con i mafiosi.
Ricordiamo pure che chi si astiene non si oppone e diviene complice nell’omertà e nell’indifferenza. La mafia va contrastata a partire da ogni piccolo gesto.
Queste misure chiuderanno le porte del PD ad ogni sorta d’interesse malavitoso ed eviteranno che un partito nato per perseguire il bene sociale sia sfruttato come mezzo per perseguire tutt’altri scopi, che è un pericolo reale soprattutto nelle nostre zone, dove è accertata una grande infiltrazione malavitosa.
Misure atte a garantire il ricambio e l’avvicendamento
Bisogna necessariamente prevedere dispositivi che permettano di creare un continuo avvicendamento, sia per quanto riguarda i ruoli di direzione del partito che per quelli interni alla pubblica amministrazione, al fine di evitare il consolidamento di veri e propri centri di potere, assolutamente auto referenziali, impegnati più a conservare i propri privilegi piuttosto che a risolvere le problematiche dei cittadini. Una maggiore regolamentazione degli incarichi plurimi e dei diversi incarichi politici e amministrativi, permetterebbe, infatti, una più ampia ed efficiente azione sul territorio ed eviterebbe la nascita di pericolosi conflitti di interessi.
Chiediamo, perciò, di inserire nel regolamento nazionale del nascente Partito Democratico le seguenti proposte:
La non cumulabilità dei ruoli di dirigenza politica (segretario di circolo, di federazione o regionale) con i ruoli di amministratori (assessore comunale, provinciale o regionale, sindaco).
Un limite massimo e improrogabile di tre mandati per tutte le cariche elettive per i consigli provinciali e regionali.
Rendere obbligatoria nelle liste elettorali e nei direttivi di circolo, provinciali e regionali, una quota minima del 35 % di under 35. Se un rinnovamento deve essere fatto, infatti, non può essere affidato alle promesse di alcuni dirigenti, ma deve essere garantito da un regolamento chiaro.
Affinché queste misure di ricambio siano efficaci devono essere affiancate dall’attivazione di una scuola di formazione politica, in grado di fornire ai giovani gli strumenti adeguati a saper leggere e comprendere la realtà politica e amministrativa. L’attuale classe dirigente deve, infatti, assumersi l’onere, ed il piacere, di formare i futuri quadri dirigenti di partito.
Il rinnovamento che auspichiamo, infatti, non è basato solo sull’età anagrafica, ma anche sulle effettive capacità del singolo e sull’apporto di idee e istanze collegato alla partecipazione al dialogo politico delle nuove generazioni.
Misure destinate a ovviare a cause d’incompatibilità
È luogo comune, derivante purtroppo dal dilagare di alcuni comportamenti di dirigenti pubblici, che gli amministratori sfruttino la politica e il loro pubblico ufficio per trarne vantaggi personali. Perché i cittadini riacquistino fiducia nelle istituzioni e la politica riacquisti la dignità e la credibilità che le compete, bisogna innanzitutto evitare che tali accuse ricadano su esponenti del PD, per mezzo di apposite rigide regole. Il partito nuovo dovrà distinguersi dal vecchio panorama politico per onestà e rispetto estremo del mandato conferitogli dagli elettori. Per tale motivo proponiamo:
Divieto per gli amministratori di assicurarsi preventivamente alcuni incarichi, e di assicurarli a parenti fino al 4° grado, durante il mandato del loro pubblico ufficio. In particolare viene vietato all’eletto di prendere provvedimenti che gli assicurino, o assicurino a parenti fino al 4° grado, un vantaggio professionale futuro, durante o dopo la cessazione delle sue funzioni:
• in seno a entità pubbliche o a partecipazione pubblica che si trovavano sotto il suo controllo durante l'esercizio di funzioni pubbliche;
• in seno a entità pubbliche o a partecipazione pubblica con le quali ha allacciato rapporti contrattuali durante l'esercizio delle sue funzioni;
• in seno a entità pubbliche o a partecipazione pubblica create durante l'esercizio delle sue funzioni e in virtù di esse.
Pubblicato da sgitri alle 16:04 0 commenti
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primarie PD
giovedì 4 ottobre 2007
24 consigli di ENI per ridurre del 30% i consumi di energia
ENI ha avviato una campagna informativa chiamata “ENI 30percento”. La campagna ha l’obiettivo di promuovere il risparmio energetico e di ridurre gli sprechi che compiamo nelle normali attività quotidiane e dei quali, spesso, neanche ci accorgiamo. Applicati con perseveranza, i 24 punti permettono alle famiglie italiane di tutelare l’ambiente riducendo del 30% le spese annue per i consumi di energia.
In casa: piccoli gesti quotidiani
01 Non lasciare gli elettrodomestici in stand-by
02 Usare lampadine a basso consumo
03 Installare i riduttori di flusso dell’acqua
04 Installare valvole termostatiche sui termosifoni
05 Usare la lavatrice e temperature basse (40/60°C)
06 Usare la lavastoviglie solo a pieno carico
07 Isolare il cassonetto degli avvolgibili
08 Non utilizzare l’asciugatura ad aria calda nella lavastoviglie
Risparmiare acquistando apparecchi efficienti
09 Sostituire il vecchio frigorifero con uno nuovo più efficiente
10 Sostituire la vecchia lavatrice con una nuova più efficiente
11 Sostituire lo scaldabagno elettrico con uno a gas
12 Scegliere una caldaia più efficiente
La regolazione della temperatura
13 D’inverno tenere in casa una temperatura di 20° C
14 D’estate ridurre l’uso del condizionatore in casa
15 Usare correttamente l’aria condizionata in auto
Alla guida
16 Mantenere una velocità moderata in autostrada
17 Mantenere un’andatura regolare in città
18 Utilizzare le marce alte
19 Evitare di riscaldare il motore a veicolo fermo
Piccola manutenzione dell’auto
20 Controllare la pressione dei pneumatici almeno una volta al mese
21 Scegliere pneumatici “Fuel Saver”
22 Scegliere lubrificanti “Fuel Economy”
23 Non utilizzare accessori che penalizzino l’aereodinamica dell’auto
24 Evitare carichi superflui in auto
Sul link http://www.eni.it/efficienza-energetica/24-consigli-testo.html sono fornite informazioni dettagliate e spiegazioni specifiche circa la corretta applicazione pratica dei sopraccitati accorgimenti.
Pubblicato da sgitri alle 16:49 0 commenti
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ambiente consigli
Il Parlamento italiano: il luogo con il più alto tasso di criminalità della nazione.
Non esiste quartiere a rischio,o periferia metropolitana in cui un abitante su dieci sia stato condannato o sotto processo. In Parlamento sì, tanto è che forse varrebbe la pena dirottare i presunti ‘poliziotti di quartiere ’ lontano da quelle zone ingiustamente screditate, per impiegarli più utilmente al pattugliamento delle aule parlamentari,dove statisticamente si rileva la presenza più massiccia di devianza criminale.
La nuova legislatura vanta un totale di 82 fra indagati,condannati,arrestati,riciclati e candeggiati.
Ciò significa che su 900 e rotti parlamentari,una novantina ha seri problemi con la legge.E la percentuale del 10% è decisamente eccessiva anche per le aree più disagiate del paese,comprese Scampia e Secondigliano.
Tale condizione ,in un qualunque altro paese civile ,avrebbe impedito o sconsigliato la candidatura e l’elezione dei parlamentari in causa. Nei paesi civili,infatti ,chi finisce sotto inchiesta abbandona la politica ,o almeno la carica che ricopre ,in attesa di chiarire la sua posizione dinnanzi alla legge; se poi la chiarisce,dopo essersi difeso con le nude mani ,senza coinvolgere il partito e le istituzioni che rappresenta, ritorna in campo, altrimenti se ne resta a casa, o eventualmente in carcere.
Una condanna, provvisoria o meglio ancora definitiva, ma anche un rinvio a giudizio, e persino un avviso di garanzia, fanno curriculum. Il tutto in un paese dove chi ha un parente condannato non può fare il carabiniere e chi è condannato in proprio non può fare il vigile urbano né il segretario comunale. Ma il parlamentare sí. Chi corrompe i giudici, o aiuta la mafia, o incassa tangenti a tutto spiano e poi (ma anche prima) ha l’accortezza di rifugiarsi in una delle due Camere, diventa intoccabile.
Insomma a furia di parlare di ‘quote rosa ’,si rischia di trascurare una rappresentanza parlamentare ben più rappresentativa,o ben più rappresentata:quella degli eletti nei guai con la giustizia,le cosiddette “quote marroni” , o meglio i ‘diversamente onesti ’.
Categorie penali
| Condannati definitivi | 25 |
| Prescritti defini | 10 |
| Assolti per legge | 1 |
| Prosciolti per immunità | 1 |
| Condannati in I grado | 8 |
| Imputati in I grado | 17 |
| Imputati in udienza preliminare | 1 |
| Indagati in fase preliminare | 19 |
| TOTALE | 82 |
L’hit parade dei partiti
DESTRA SINISTRA
| Forza Italia | 29 | Margherita | 6 |
| Alleanza Nazionale | 14 | Ds | 6 |
| Udc | 10 | Udeur | 2 |
| Movimento per l’autonomia | 1 | Rifondazione comunista | 2 |
| Dc | 1 | Rosa nel pugno | 1 |
| Psi | 1 |
|
|
| Gruppo misto | 1 |
|
|
| TOTALE | 65 |
| 17 |
La classifica dei reati*
Corruzione 18
Finanziamento illecito 16
Truffa 10
Abuso d¹ufficio, falso 9
Associazione mafiosa 8
Bancarotta fraudolenta, turbativa d¹asta 7
Associazione a delinquere, resistenza a pubblico ufficiale, falso in bilancio 6
Attentato alla Costituzione, attentato all¹unità dello Stato, struttura paramilitare fuorilegge 5
Favoreggiamento, concussione, frode fiscale 4
Diffamazione, abuso edilizio, lesioni personali 3
Banda armata, corruzione giudiziaria, peculato, estorsione, rivelazione di segreti 2
Omicidio, associazione sovversiva, istigazione a delinquere, favoreggiamento mafioso, aggiotaggio, percosse, violenza a corpo politico, incendio aggravato, calunnia, falsa testimonianza, voto di scambio, appropriazione indebita, violazione della privacy, oltraggio, fabbricazione di esplosivi, violazione diritti d’autore, frode in pubblico concorso, adulterazione di vini 1
* Qui il totale dei reati non corrisponde a quello dei parlamentari "marroni", perché abbiamo inserito tutti i reati di cui è accusato ciascuno, e molti devono rispondere di varie fattispecie delittuose.
Ecco venticinque "diversamente onesti":
condanne e patteggiamenti definitivi
1. Berruti Massimo Maria (FI): favoreggiamento.
2. Biondi Alfredo (FI): evasione fiscale (reato poi depenalizzato).
3. Bonsignore Vito (Udc): corruzione.
4. Borghezio Mario (Lega Nord): incendio aggravato.
5. Bossi Umberto (Lega Nord): finanziamento illecito e istigazione a delinquere.
6. Cantoni Giampiero (FI): corruzione e bancarotta.
7. Carra Enzo (Margherita): falsa testimonianza.
8. De Angelis Marcello (An): banda armata e associazione sovversiva.
9. D¹Elia Sergio (Rosa nel pugno): banda armata e concorso in omicidio.
10. Dell¹Utri Marcello (FI): false fatture, falso in bilancio e frode fiscale.
11. Del Pennino Antonio (FI): finanziamento illecito.
12. De Michelis Gianni (Psi): corruzione e finanziamento illecito.
13. Farina Daniele (Prc): fabbricazione, detenzione e porto abusivo di ordigni esplosivi, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e inosservanza degli ordini dell¹autorità.
14. Jannuzzi Lino (FI): diffamazione aggravata.
15. La Malfa Giorgio (FI): finanziamento illecito.
16. Maroni Roberto (Lega Nord): resistenza a pubblico ufficiale.
17. Mauro Giovanni (FI): diffamazione aggravata.
18. Nania Domenico (An): lesioni volontarie personali.
19. Patriciello Aldo (Udc): finanziamento illecito.
20. Pomicino Paolo Cirino (Dc): corruzione e finanziamento illecito
21. Previti Cesare (FI): corruzione giudiziaria.
22. Sterpa Egidio (FI): finanziamento illecito.
23. Tomassini Antonio (FI): falso in atto pubblico.
24. Visco Vincenzo (Ds): abuso edilizio.
25. Vito Alfredo (FI): corruzione.
Pubblicato da sgitri alle 16:48 0 commenti
Family che?
"C'è un attacco dell'Unione alla Chiesa e alla famiglia. I cattolici di sinistra vivono una contraddizione insuperabile: non si può essere al tempo stesso cattolici - e quindi riguardosi della dottrina della Chiesa - e allearsi con chi è frontalmente dall'altra parte. Noi diciamo no a caricature dei matrimoni". (Silvio Berlusconi al Family Day, 12 maggio 2007).
Berlusconi. Marcello, iniziamo male l'anno!
Dell'Utri. Perché male?
Berlusconi. Perché dovevano venire due [ragazze, nda] di "Drive In" che ci hanno fatto il bidone! E
anche Craxi è fuori dalla grazia di Dio!
Dell'Utri. Ah! Ma che te ne frega di "Drive In"?
Berlusconi. Che me ne frega? Poi finisce che non scopiamo più! Se non comincia così l'anno, non si scopa più!
Dell'Utri. Va bene, insomma, che vada a scopare in un altro posto!
Berlusconi. Senti, dice Fedele [Confalonieri, nda] che devi sacrificarti (...). Devi venire qui!
Dell'Utri. No, figurati!
Berlusconi. Purché le tette siano tette! Truccate soprattutto bene le tette! (...) Grazie, ciao Marcellino!
Dell'Utri. Un abbraccio, anche a Veronica. Ciao!
Berlusconi. Anche a te e tua moglie, ciao.
(telefonata intercettata dalla Guardia di Finanza sul telefono della villa di Arcore - dove Berlusconi festeggia il Capodanno con Fedele Confalonieri e l'allora presidente del Consiglio Bettino Craxi - in un procedimento per bancarotta a carico di Marcello Dell'Utri. Milano, ore 20.52 del 31 dicembre 1986).
Fonte: http://www.repubblica.it/2003/k/rubriche/cartacanta/14-magg/14-magg.html
Sinistra Giovanile, circolo “fratelli Cervi” di Itri
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Berlusconi Previti MarcoTravaglio
SPERLONGA
<<Nel comune di Sperlonga, specialmente nel corso dell’ultimo quinquennio, tutti gli interventi di natura edilizia deliberati dall’Amministrazione Comunale sono stati assegnati esclusivamente a ditte del casertano e del napoletano, così come tutte le progettazioni vengono assegnate, quasi in esclusiva, ad uno Studio di architettura, all’interno del quale si dice che operino privatamente funzionari della Regione Lazio.
La recente costruzione dell’Hotel Virgilio (unico albergo di Sperlonga a cinque stelle) è avvenuta in grave e palese difformità dal progetto senza che vi sia stato alcun controllo da parte dell’Ufficio Tecnico comunale. I lavori di costruzione sono stati effettuati blindando letteralmente il cantiere in modo che non fosse possibile vedere alcun che. Ci sono indagini in corso sia per verificare la liceità dei soldi investiti, sia su un socio del proprietario dell’Hotel che avrebbe avuto un figlio ammazzato dalla camorra. Dal canto suo, la Guardia di Finanza di Gaeta si è attivata ed ha richiesto alla Procura di Latina delega per indagini bancarie, richiesta finora non esitata dalla Procura.
Ma i rapporti particolarmente "sinergici" tra l’Amministrazione comunale di Sperlonga ed i proprietari dell’Hotel Virgilio si evincono anche da un’altra vicenda molto singolare. L’Amministrazione comunale, con delibera di Giunta Municipale dell’aprile 2003 ha concesso in comodato d’uso al proprietario dell’Hotel Virgilio 986 mq di terreno di proprietà comunale posto al confine della stessa struttura ricettiva, chiedendo un canone di concessione annuo di 1000 euro. A fronte di tale concessione, il proprietario dell’Hotel si impegnava "ad effettuare opere di sistemazione urbana e messa a dimora di nuove piante della specie mediterranea" su tutta l’area concessa. Al di là del fatto che la concessione in comodato d’uso è una forma di contratto impropria ed anomala tra amministrazione pubblica e privato, va rilevato che il proprietario del suddetto Hotel non solo non ha mantenuto l’impegno di procedere alla prevista piantumazione, ma l’area in oggetto è stata completamente pavimentata, contiene cubatura e risulta inserita a tutti gli effetti nella struttura alberghiera. C’è inoltre da dire che il canone di 1000 euro annui è assolutamente ridicolo per un’area che ha un indice di fabbricabilità di 3,5 mc/mq (il massimo previsto dal piano regolatore) e il cui valore, in via prudenziale, può essere calcolato intorno al miliardo di vecchie lire. Peraltro, a lavori finiti, risulta che non solo detto albergo ha realizzato una cubatura di gran lunga superiore a quella prevista dal progetto, ma la struttura ricettiva manca completamente dei parcheggi pubblici all’aperto previsti dal piano regolatore.
I rapporti "sinergici", di cui abbiamo detto, non finiscono qui; infatti il proprietario dell’Hotel Virgilio è anche socio del Comune in una società, recentemente costituita, che gestisce l’organizzazione delle manifestazioni estive. Non solo, ma lo stesso proprietario dell’Hotel è stato il vincitore di una gara pubblica con la quale il Comune ha letteralmente svenduto lotti di sua proprietà; gara che è stata oggetto di denuncia sia da parte della minoranza consiliare, sia da parte di altri concorrenti alla gara stessa.
Negli anni 90, a seguito della denuncia presentata dal senatore Maurizio Calvi (ex vice presidente della Commissione Parlamentare Antimafia) e fatta propria dal Prefetto di Latina , dott. Orefice, i Carabinieri indagarono sui titolaridell’ Hotel Tiberius e dell’Hotel Capovento.
Una vicenda complessa è anche quella che riguarda la concessione data dal Comune di Sperlonga ad una società a nome di tali Mazzarella e Vanno per l’allevamento di mitili nel Lago Lungo. Non solo tale concessione non poteva essere data né dalla Regione né dal Comune di Sperlonga, ma la società ha proceduto abusivamente alla costruzione di manufatti nel lago e di una strada nella zona attigua (zona a tutela integrale) senza che nessuno sia intervenuto per impedire tali interventi. Cosa grave è che le autorità locali non hanno provveduto ad intervenire ed il sequestro giudiziario c’è stato solo grazie all’intervento della Forestale di Itri. Motivi procedurali hanno consentito il dissequestro di tali opere.
Sempre a proposito del comune di Sperlonga, ricco di informazioni risulta essere il dossier diffuso dal gruppo consiliare di minoranza con l’intento di dimostrare che l’Amministrazione comunale opera in un costante e diffuso contesto di illegalità e come l’Amministrazione stessa, abbia creato un sistema opinabile per poter disporre del totale controllo del territorio.
L’ultima denuncia presentata dai consiglieri di minoranza del Comune di Sperlonga riguarda la costruzione di un albergo da parte di una società costituita dal Sindaco [Cusani ndr] e da suo genero. Dall’esposto presentato alla Procura, risulta che tra le molteplici illegittimità, tale albergo:
é sorto in zona agricola nello stesso sito dove vi era un ristorante (sempre di proprietà della stessa società) e senza che sia stato richiesto il cambio di destinazione; cambio di destinazione che comunque non poteva essere concesso;
il progetto risulta privo dell’indicazione delle misure e delle quote e ciò per mascherare la maggiore cubatura abusivamente realizzata rispetto al progetto iniziale;non rispetta la distanza di 30 metri dalla via Flacca, prevista dalla legge, per essere stato costruito previa demolizione della precedente struttura esistente;
è servito da una strada costruita ex novo con soldi pubblici ma che non ha alcuna utilità per la collettività.>>
FORMIA
<< […] a Formia […] sono state effettuate efficaci azioni di polizia ("Formia Connection") che riguardano il Clan Bardellino, il quale ha attività economiche, al momento sotto sequestro, anche in altri Comuni della provincia e non solo.
A riguardo del clan Bardellino, non sembra abbia avuto particolare eco la denuncia fatta pubblicamente dal sindaco di Formia Sandro Bartolomeo relativamente all’esplicito appoggio elettorale dato dallo stesso Bardellino alla campagna elettorale del candidato Simeone per le elezioni del consiglio provinciale del 2004. Ad oggi, non risultano novità giudiziarie in merito all’attentato compiuto lo scorso anno, alla vigilia delle suddette elezioni, contro l’abitazione dello stesso consigliere provinciale Simeone, segretario particolare dell’ex Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Claudio Fazzone.
Da indagini della Procura di Santa Maria Capua Vetere risulta che diverse attività commerciali di Formia, e in particolare alcuni negozi che affacciano su via Vitruvio, sono in mano alla camorra. Ancora lo scorso 9 settembre si leggeva di una vasta rete di usura e di riciclaggio di denaro sporco "favorito dalla presenza a Formia di un gran numero di istituti bancari, e portato avanti anche attraverso le attività commerciali aperte a Formia, che potrebbero essere state utilizzate come lavatrici per capitali di provenienza illecita" ("Latina Oggi", 9 settembre 2005, pag 28)(vedi il caso più recente che ha visto come vittima i fratelli Paolo e Stefania Costa). Deus ex machina di tale giro di usura risulta essere Antonio Catalano, esponente di clan camorristici napoletani, più volte arrestato per usura ed estorsione (l’ultimo arresto ad opera degli uomini del vicequestore Nicolino Pepe, in collaborazione con gli uomini del Commissariato P.S. di Gaeta, comandati dal vicequestore Paolo Di Francia).>>
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GAETA
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Ma non è tutto, perché, se si va ad indagare sulle già citate proprietà a Monte Moneta, a ridosso della spiaggia di Sant’Agostino, o a Monte Lombone, sulle concessioni rilasciate appena due anni fa [il 2003 ndr] nell’ambito delle "mini varianti" al PRG, o in Viale Oceania, si rileveranno presenze abbastanza "sospette".
C’è il fondato sospetto che la camorra abbia fatto ricorso a prestanomi per l’acquisto, da dieci anni in qua, di numerosi immobili e terreni. Poco tempo fa c’è stato un attentato incendiario che ha colpito un negozio, in via Indipendenza, di proprietà di gente venuta dalla Campania.
Tutto ciò, senza trascurare il settore dell’usura, come hanno dimostrato le recenti operazioni Anzaloni-Patalano-Corbingi compiute dai locali Commissariati P.S. di Gaeta e di Formia.
[…]c’è il fondato sospetto che possano esserci contiguità con soggetti della "politica": l’invio di proiettili a due consiglieri comunali, la vertenza giudiziaria insorta presso il tribunale Civile di Roma fra il Centro Stampa di Gaeta ed una società con sede a Roma per alcune spese elettorali in quella città nelle ultime elezioni amministrative. Le procedure adottate dal Consorzio Industriale del Sud Pontino nelle assegnazioni di lavori di sua competenza e le assunzioni disposte da parte dell’Autorità Portuale Civitavecchia-Gaeta del personale in quest’ultima città meriterebbero ricognizioni approfondite.
Per quanto riguarda il porto di Gaeta - che, come è noto, è gestito dall’Autorità Portuale -, "L’Espresso" del 23 gennaio 2003, in un servizio dal titolo "Cosa nostra va a Palazzo", a firma di Marco Lillo, ha già lanciato l’allarme parlando di intrecci fra mafia e politica. Secondo un rapporto della Squadra Mobile di Palermo, arrivato ai magistrati romani che indagano sul caso della cocaina al Ministero del tesoro – scrive Lillo – Mario Fecarotta, l’uomo della mafia per i lavori portuali, che vince le gare in combutta con la famiglia Riina e poi gira i subappalti a beneficio di Totino, figlio del boss di Corleone, aveva "rapporti confidenziali" con il responsabile del controllo di legalità del Ministero delle Infrastrutture. Sembra una barzelletta, continua "L’Espresso": "l’uomo che ha incontrato Fecarotta al ministero nell’estate del 2001 e che lo ha poi indirizzato agli uffici giusti per una pratica relativa al porto di Gaeta (che tanto interessava ai Corleonesi), è Vito Riggio, presidente della Commissione di controllo del Ministero di Pietro Lunardi.
"Effettivamente conosco Fecarotta da quando siamo piccoli" – fa sapere a "L’Espresso" Riggio – "ed è vero che l’ho incontrato per la questione di Gaeta. Ma l’ho solo indirizzato agli uffici competenti". I lavori partirono, scrive "L’Espresso", ed il Ministero propose la rescissione soltanto dopo l’arresto di Fecarotta. Rescissione, scrive Lillo, mai avvenuta grazie al subentro provvidenziale di una ditta di Bologna. Ditta, questa "pulita", ovviamente! Nel servizio giornalistico di Lillo vengono citati nomi di politici eccellenti che ricoprono incarichi di governo, sia a livello nazionale che della Regione Lazio sotto le precedenti gestioni. Anche per Gaeta, come per SS. Cosma e Damiano, Fondi ed Ardea, abbiamo chiesto al Ministro degli Interni la nomina di Commissioni d’accesso.>>
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CAMORRA NEL SUD PONTINO: I “VISITORS” ALLE PORTE
La presenza della malavita organizzata nei territori del sud-pontino è ormai da molto tempo una realtà consolidata, sotto gli occhi di tutti.
L’origine delle infiltrazioni malavitose nella provincia di Latina, in particolare della camorra campana, va fatta risalire intorno alla metà degli anni Settanta, in concomitanza con i primi soggiorni obbligatori di boss e capoclan camorristi nella nostra zona.
L’avvicendamento, nel tempo, di pregiudicati campani, calabresi e siciliani nella provincia sud di Latina - a seguito di misure coercitive a loro carico - ha contribuito in maniera determinante a creare un substrato criminale che progressivamente è diventato punto di riferimento e di aggregazione delle formazioni delinquenziali locali.
La camorra si è inserita prepotentemente nei processi economici traendo vantaggi e ricchezza attraverso l’estorsione di tangenti o la monopolizzazione del traffico di stupefacenti. Ancor più grave è il fatto che molto spesso i camorristi hanno potuto usufruire di “regolari” concessioni edilizie mediante prestanome oppure grazie a connivenze e contiguità con gli amministratori locali.
Proprio nell’impetuoso sviluppo edilizio della provincia pontina degli anni Settanta – sviluppo drogato che in alcune realtà persevera tutt’oggi in maniera abnorme e incontrollata -, i camorristi hanno intuito la possibilità di uno straordinario giacimento per il riciclaggio degli ingenti capitali provenienti dai traffici di sostanze stupefacenti e dalle attività criminali perpetrate in Campania e nelle regioni meridionali.
Noi ragazzi della Sinistra Giovanile attraverso una semplice ricerca su internet abbiamo raccolto una discreta quantità di materiale utile per comprendere i meccanismi, le dinamiche e le ingerenze politiche della malavita organizzata nel nostro territorio. Il quadro che emerge dalla lettura dei documenti presi in analisi è assolutamente allarmante, desolante e drammatico.
Il rischio che tra qualche decennio la provincia di Latina sia controllata politicamente ed economicamente dalla camorra è purtroppo reale, concreto.
Alcune amministrazioni comunali della Provincia, continuando a trattare questa problematica con sufficienza (quando addirittura esse non strizzano l’occhio alla malavita), si caricano di una responsabilità gravissima: consegneranno anche il nostro territorio – dopo Campania, Puglia, Calabria e Sicilia almeno – nelle mani di una dittatura mafiosa.
Noi giovani non dobbiamo restare a guardare mentre la classe politica ci lascia in eredità un futuro invivibile, in quanto non sottoposto alle norme dello Stato di diritto.
Sinistra Giovanile,
sezione “fratelli Cervi” di Itri
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1937–2007: 70°esimo anniversario della morte di Antonio Gramsci.
‹‹ Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E’ la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi da fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano.
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli
indifferenti. ››
Antonio Gramsci, 11 febbraio 1917
« [...] non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione [...] vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini»
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" NOI CI SIAMO…E CI FAREMO SENTIRE! "
NASCE A ITRI LA SINISTRA GIOVANILE.
Anche a Itri è nata finalmente una sezione della Sinistra Giovanile.
La SG è per numero di iscritti una delle organizzazioni politiche per ragazzi più grandi d’Europa; in quanto ramo giovanile dei Democratici di Sinistra essa raccoglie l’importante eredità lasciata dalla gloriosa Federazione Giovanile Comunista Italiana, nella quale si è formata la quasi totalità dell’intellighenzia del nostro partito.
<< Stimolare l’afflusso dei giovani nello organizzazioni operaie e popolari, sindacali e democratiche, allo scopo di farli partecipare in modo sistematico, largo e organizzato, a tutte le battaglie per il lavoro, la libertà e la pace>>. Era il 1949 e questo era l’incipit del programma della rinata FGCI (ricostituita dal Comitato centrale del PCI il 31 marzo dello stesso anno), redatto dall’allora ventiseienne segretario Enrico Berlinguer. Seppure con i dovuti distinguo – legati soprattutto al linguaggio specifico di quella specifica stagione - , le nostre aspirazioni e le nostre istanze sono praticamente sovrapponibili a quelle dell’indimenticato, mite leader sardo.
La SG , come è facile immaginare, è particolarmente attenta alle aree tematiche e alle problematiche che interessano direttamente il mondo dei ragazzi (scuola, università, precarietà, lavoro, ambiente, pari opportunità, alcolismo, tossicodipendenze ecc.); il suo campo d’azione non si limita tuttavia a ciò. Ci occuperemo infatti dei più svariati temi: riteniamo per esempio fondamentale indagare sull’inesorabile avanzata della malavita organizzata nella nostra provincia, sforzandoci di capirne le dinamiche e i meccanismi, cercando così di arginare l’inquinamento del tessuto sociale itrano. La Sinistra Giovanile infine può costituire senza dubbio un nuovo luogo di aggregazione, una nuova opportunità di conoscenza reciproca, un’occasione pe iniziare nuove e interessanti amicizie.
Il compito forse più impegnativo e arduo che la SG sarà chiamata ad affrontare resta comunque quello di promuovere una fattiva mobilitazione dei giovani, una loro presa di coscienza collettiva di fronte non solo alla politica.
La sistematica castrazione dei nostri cervelli perpetuata dalla Tv/spazzatura (o spazzatura/Tv?), dagli “irreality show”, dal gossip, dai rotocalchi, dalla pubblicità martellante, dal chiacchiericcio politico salottiero, dall’omologazione dei costumi, dalla disinformazione dei Tg, ha reso le nostre generazioni oziose, spente, indifferenti, passive. Ormai noi ragazzi non pensiamo più, non siamo in grado di decidere quali sono i nostri bisogni, le nostre esigenze, i nostri consumi… semplicemente non siamo più noi a stabilirli. Ci vengono imposti dai sistemi della comunicazione e della pubblicità. E noi obbediamo!
Il pecorume dilaga trionfante.
Negli ultimi cinque anni questi fenomeni hanno raggiunto un livello preoccupante, raccapricciante, drammatico. Si è instaurato un regime di “Populismo mediatico”, che rappresenta l’aspetto più perverso e pericoloso del berlusconismo (il quale purtroppo sopravviverà a Silvio Berlusconi): la manipolazione del consenso, l’appiattimento mentale, la menomazione delle facoltà critiche, l’incapacità distinguere il bene dal male, la verità dalla bugia più palese e spudorata.
In questo terribile lustro la politica - sia a livello nazionale che locale - ha toccato veramente il fondo. Il messaggio che è stato trasmesso è non solo negativo, ma addirittura eversivo. Quando le destre sono state al potere (governo, regione, provincia, comune) hanno dimostrato di considerare le regole un’ impaccio, e chi le rispetta un ingenuo. Hanno avuto un disprezzo inaudito per le istituzioni. Hanno sistematicamente gestito la res publica come una faccenda prettamente privata, tutelando esclusivamente interessi di bottega. Sono riusciti ad innalzare l’affarismo a criterio-guida, a metodo, a scienza perfetta, a ideologia.
E’ impossibile continuare a restare a guardare, tenere le mani in mano. Dobbiamo sforzarci di restituire dignità alla politica facendo sì che ciò non accada MAI PIU’. Ciò che ci anima non è ipocrita filantropismo di facciata, le belle parole di circostanza non ci interessano minimamente. Noi vogliamo semplicemente contare, far sentire la nostra voce, non essere più passivi subendo dall’alto le decisioni politiche. Ci batteremo per diffondere la cultura dell’informazione, della mobilitazione, della coscienza di sé, della consapevolezza, dell’impegno.
Vogliamo rompere le scatole al potere. Ce la metteremo tutta.
Abbiamo dedicato la nostra sezione ai sette figli di Alcide Cervi. I Cervi, tipica famiglia contadina patriarcale della campagna reggiana, era famosa per la dedizione al lavoro e alla causa antifascista. Di fede cristiana e comunista, all’indomani dell’8 settembre la famiglia Cervi non esitò a prestare rifugio a molti ex prigionieri e partigiani, intrecciando rapporti con molti gruppi di combattenti per la libertà. I sette fratelli pagarono con la vita questa loro militanza.
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